05-03-2026

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Salute

Lipoproteina(a): ruolo clinico e indicazioni al dosaggio secondo le più recenti linee guida ESC/EAS

Dott.ssa Catia Zappa


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La Lipoproteina(a) [Lp(a)] è oggi riconosciuta come uno dei principali determinanti genetici e indipendenti del rischio cardiovascolare aterotrombotico. Le più recenti linee guida ESC/EAS sulla gestione delle dislipidemie e sulla prevenzione cardiovascolare, ne hanno rafforzato il ruolo nella stratificazione del rischio, raccomandandone il dosaggio almeno una volta nella vita.

Caratteristiche biologiche e fisiopatologiche

La Lp(a) è una lipoproteina plasmatica sintetizzata dal fegato, strutturalmente simile alle LDL, costituita da una particella LDL legata covalentemente all’apolipoproteina(a) [Apo(a)] tramite un ponte disolfuro con l’ApoB100. 
Le peculiarità strutturali dell’Apo(a), caratterizzata da un numero variabile di domini kringle IV, conferiscono alla Lp(a) proprietà aterogene, attività pro-infiammatoria ed effetti protrombotici per interferenza con la fibrinolisi.

Tali meccanismi spiegano l’associazione della Lp(a) con infarto miocardico, ictus ischemico e stenosi valvolare aortica calcifica, indipendentemente dai livelli di LDL-C e dagli altri fattori di rischio tradizionali.

Epidemiologia e determinanti genetici

Circa il 20% della popolazione generale presenta livelli di Lp(a) superiori ai cut-off di rischio (≥50 mg/dL o ≥125 nmol/L). La concentrazione plasmatica è fortemente determinata geneticamente, sostanzialmente stabile nel tempo e scarsamente influenzabile da dieta, esercizio fisico o terapie ipolipemizzanti convenzionali. La trasmissione ereditaria è autosomica dominante, con una probabilità di circa il 50% di riscontro di valori elevati nei familiari di primo grado.

Evidenze cliniche e rischio cardiovascolare

Meta-analisi e studi di randomizzazione mendeliana hanno dimostrato che livelli elevati di Lp(a) sono associati a incremento significativo del rischio di eventi cardiovascolari maggiori (MACE), aumento del rischio di stenosi aortica calcifica e persistenza di rischio residuo anche in pazienti con LDL-C ottimamente controllato. Il rischio appare proporzionale ai livelli plasmatici, con una relazione dose–risposta.

Indicazioni al dosaggio secondo le linee guida ESC/EAS

Le linee guida europee raccomandano il dosaggio della Lp(a) almeno una volta nella vita in tutti gli adulti, prioritariamente in soggetti con eventi cardiovascolari prematuri o ricorrenti, familiarità per ASCVD precoce, ipercolesterolemia familiare, discrepanza tra rischio clinico e profilo lipidico e stenosi aortica calcifica. Il dosaggio riveste un ruolo chiave nella ridefinizione del rischio cardiovascolare globale e nella scelta dell’intensità terapeutica.

Aspetti di laboratorio

Il dosaggio della Lp(a) non richiede digiuno ed è stabile nel tempo, rendendo generalmente sufficiente una singola misurazione.
I valori dovrebbero essere espressi preferibilmente in nmol/L, come raccomandato dalle società scientifiche, per tenere conto dell’eterogeneità delle isoforme di Apo(a). L’adozione di metodiche standardizzate è fondamentale per garantire la comparabilità dei risultati.

Presso i centri USI il dosaggio della Lipoproteina(a) può essere eseguito con un semplice prelievo di sangue, senza necessità di digiuno, ed è facilmente integrabile nel profilo lipidico avanzato.

Implicazioni terapeutiche

Sebbene non esistano ancora terapie approvate specificamente per la riduzione della Lp(a), il suo riconoscimento consente di intensificare il trattamento dei fattori di rischio modificabili, ottimizzare i target di LDL-C, soprattutto nei pazienti ad alto e altissimo rischio, e considerare l’impiego di inibitori PCSK9, che determinano una riduzione moderata ma clinicamente rilevante della Lp(a).

Sono in fase avanzata di sperimentazione clinica nuove terapie RNA-based (antisenso e siRNA), che hanno dimostrato riduzioni marcate dei livelli di Lp(a), con potenziali ricadute prognostiche significative.

Conclusioni

La Lp(a) rappresenta un biomarker cardiovascolare di elevato valore prognostico, la cui misurazione consente una più accurata stratificazione del rischio e una gestione terapeutica personalizzata. Le nuove raccomandazioni ESC/EAS rafforzano il ruolo del laboratorio di analisi, come i centri USI, quale elemento centrale nella prevenzione cardiovascolare moderna e nella medicina di precisione.


Dott.ssa Catia Zappa
Direttore Tecnico Laboratorio Analisi

Jessica Petrangeli
Giornalista